Lo so, vi ho parlato tantissimo di Torino… ma in realtà non ho ancora finito. È una delle città italiane che amo di più in assoluto.
Sarà perché è abbastanza vicina a Varese e si raggiunge facilmente anche con i mezzi pubblici, grazie anche ai treni veloci, sarà perché è stata la prima capitale d’Italia e, ancora oggi, ogni suo angolo racconta storia, eleganza e identità.
O sarà perché ovunque tu guardi Torino ha quel fascino discreto ma inconfondibile, fatto di portici infiniti, piazze scenografiche e montagne che fanno da cornice perfetta.
Sarà anche perché qui vive una delle mie più care amiche. Fatto sta che ci torno sempre volentieri, e ormai ho perso il conto delle volte in cui ci sono stata. Eppure, credetemi: ogni volta è come se fosse la prima.
E soprattutto, ogni volta scopro qualcosa di nuovo. Ad esempio, l’ultima volta ho scoperto che proprio a Torino si trova la Piazzetta Beata Vergine degli Angeli, ovvero la piazza più piccola d’Italia e una delle più piccole del mondo.
📍 Piazzetta Beata Vergine degli Angeli – Torino
Un angolo quasi nascosto della città, talmente piccolo da sembrare incredibile: ha infatti un’area di appena 10 mq, che la rende la piazza più piccola d’Italia e una delle più piccole al mondo.
🏛️ Le origini
La piazzetta nasce nel 1901, durante i lavori di restauro della Chiesa della Madonna degli Angeli, progettati dall’architetto Carlo Ceppi. In quel periodo, quello spazio non era altro che una piccola area di servizio, un terreno di risulta rimasto accanto alla chiesa.
✨ Da spazio marginale a piazza
Con il tempo, quella porzione di terreno è stata trasformata e valorizzata fino a diventare una vera e propria piazza autonoma. Oggi è dedicata alla Beata Vergine degli Angeli, e rappresenta uno di quei dettagli curiosi che rendono Torino una città piena di sorprese nascoste.
💛 Perché visitarla
Secondo me merita assolutamente una visita se si passa da Torino: d’altronde siamo in pieno centro e sono sicura che molte volte, proprio come è successo a me, ci siamo passati davanti senza nemmeno notarla.





